» dalla rocca all'oasi naturalistica
Alviano, un paese reso famoso dal capitano di ventura Bartolomeo d'Alviano. La maestosa rocca che ne è il simbolo e che ospita il Comune è tuttora integra. Detto che nel corso di recenti lavori per adibire a museo della civiltà contadina e a sale di divertimento i sotterranei del castello, sono stati incredibilmente cementizzati i resti della più importante fonderia di cannoni e di campane dell'Italia medioevale, si può Iniziare la visita alla rocca. Questa sorta su un fortilizio costruito ne 933 dal conte Offredo, venuto al seguito di Ottone terzo quando questi scese a Roma per ricevere l'incoronazione imperiale da papa Gregorio V, ci appare così comè perché nei 1495 Bartolomeo d'Alviano la ristrutturò completamente. Giunti nel cortile a pianta quadrata con archi a rutto sesto, si può accedere al centro di documentazione audiovisiva dell'oasi faunistica. Visti al videotape e nelle numerose fotografie gli animali che popolano, alcuni stagionalmente, altri in modo stanziale la zona protetta, si può visitare quello che un tempo era il piano nobile, e che ora ospita la sede del Consiglio comunale e gli uffici municipali, Coi volesse andare alla ricerca di cupi avvenimenti d'epoca medioevale può chiedere dei "traffici", con fine tragica attraverso i trabocchetti del castello, praticati allora da donna Olimpia Panphili Maidalchini a danno di galanti giovanotti alvianesi. Proseguendo nella visita nella fortezza si trova una cappella di San Francesco con un affresco che ricorda quando il poverello d'Assisi, nel 1212, “...si puose a predicare fuori le mura dei castello comandando alle rondini che cantavano che tenessero silenzio..." il miracolo delle rondini zittite perché disturbavano la voce del santo. Altro luogo da visitare è la quattrocentesca chiesa parrocchiale a tre navate su colonne, ove, si conserva una bellissima Madonna in Gloria di Nicolò Alunno. Scendendo verso Alviano scalo per andare all'oasi naturalistica si incontrario i resti della villa romana di Popilio che qui si era rifugiato dopo avere assassinato Silla. Arrivati al bivio dello scalo e fatta una piccola deviazione a sinistra ci si può andare a rinfrescare alla fonte della famosa acqua sulfurea. Ricordato che poco distante dalla fonte si trova Pian della Nave, località che prende il nome dalla battaglia fra i Romani, risaliti lungo il Tevere, e gli Umbri-Etruschi alleati, si prende la provinciale per Baschi per arrivare, attraversando Madonna dei Porto ( Comune di Guardea ), all'oasi naturalistica. Dei molteplici prodotti dell'agricoltura locale che si possono acquistare direttamente sul posto, particolarmente ricercato è l'olio extra vergine di oliva, molito ancora con le macine a pietra presso uno dei frantoi locali. Molto apprezzato il menù di Bartolomeo d'Alviano: bruschettà e rape rosse, minestra di fave e baccalà con ceci, che si può "scoprire" alla Valle.

