» dal medioevo ad "Expolabor"
una citazione del tutto particolare merita una scoperta avvenuta alcuni anni orsono, che la dice lunga sulle origini della presenza umana in questa zona: stiamo riferendoci alla Grotta Bella. Le ricerche e gli studi condottivi dalla Sopraintendenza Archeologica per l'Umbria e dall'Istituto di Paleontologia dell'Università di Milano hanno potuto appurare che la frequentazione umana di questo luogo data dal 5000 - 3000 a.c (neolitico) fino all'età del bronzo finale, 1200-1000 a.c. I numerosi oggetti che vi sono stati ritrovati, ceramiche statuette, monete, etc, ci parlano di un luogo di culto per una divinità agricolo-pastorare, che fu in funzione fino all'età romana. Avigliano Umbro, di cui la prima notizia certa risale al 1074, quando il vescovo di Todi, Gorodolfo, vi consacrò l'altare maggiore nella chiesa di S. Maria, probabilmente deve la sua prima parte di nome alla leggenda, c'è chi ne vede una derivazione da Avellana (nocciola) o da Avis (uccello). Altra ipotesi, sostenuta da molti, che Avigliano discenda da Avilio. Si tratterebbe di un legionario romano (della probabile presenza della XLI legione di Ottaviano Augusto nella zona abbiamo già parlato) che fu guidato da un'aquila nella ricerca del posto dove stabilirsi insieme alla sua gente. II castello, che apparteneva alle terre arnolfe nel 1220 "con la forza, le astuzie e le lusinghe" Todi lo strappa ai signori di Baschi, nel 1237 Avigliano si ribella a Todi, che come risposta lo mette a ferro è fuoco, nel 1366 gli aviglianesi subirono le violenze, le ruberie e gli assassini perpetrati dalla compagnia di ventura di Giovanni Acuto, nel 1419 fu proprio il comune di Todi a decidere che il castello fosse ricostruito con fortificazioni ancora più potenti. Detto che il piccolo centrò diede i natali a Pietro Corrado, Conte di Avigliano, che nel 1421 fu Podestà di Firenze, ' poi di Bologna e infine senatore di Roma. Arriviamo ai giorni nostri per segnalare l'Expolabor, ultima della iniziative intraprese dai solerti e intraprendenti di Avilio, che attraverso i prodotti dell'artigianato locale e del territorio circostante sta portando il nome di Avigliano Umbro ben al di là dei suoi confini, di quelli di Terni e dell'Umbria. Qui che si mangia? "ce n'è veramente per tutti i gusti", fettuccine alla lanterna, polenta al cinghiale, piccioni alla ghiotta oppure, cannelloni al ragù, faraona al crostone.

