» UNA GITA NELLA ZONA DI MOTECASTRILLI

Le ultime due frazioni del territorio dove soggiornarono i soldati del cartaginese Annibale nella loro marcia verso Roma sno, Farnetta e Castel dell'Aquila, un tempo "Colle Nobile". Farnetta, che sembra derivi da "farnia", un tipo di quercia, come tutti i tenitori di questo zona appartenne ai vasti possedimenti degli Arnolfi, e successivamente al contado di Todi. Conferma di ciò la si ritrova nel "Regesto" di Farfa del 1112 e del 1118. Oltre al clima tutto l'anno mite, al visitatore Farnetta offre di se, appena fuori l'abitato, una bella torre medioevale a base quadrata, coronata in alto da tre ordini di cornici a beccatelli di dimensioni crescenti man mano che si sale. Catel dell'aquila, edificato da Todi nel 1294 per controllare la sottomessa ma insofferente Amelia, che fin dal 1208 tentava a più riprese di ribellarsi, ci viene presentato dal vivace periodico del locale circolo culturale "Don Vincenzo Lucchetti". Saccheggiato e asservito nel 1366 dalla compagnia di ventura di Giovanni l'Acuto ( il conte d'Altraleman, italianizzato in d'Altamagna ), il castello " si teneva in apposito guardato con la potenza dei Chiaravalle, dove nel 1436 era castellano il nobiluomo P.Di ceccolo di Montecastrilli con stipendio di 6 fiorini al mese". Nel 1499 viene usurpato da Altobello Chiaravalle e papa Alessandro VI Borgia decise che "fosse spianato affatto, se non si rimetteva all'obbedienza della città di Todi". Per fare ciò furono spediti a Castel dell'aquila il commissario Domenico Campana e il capitano D. Giovanni Cervaa con due cannoni, "che lo abbrugiarono e demolirono le mura da due parti e quanti si difesero, furono tagliati a pezzi e furono circa quaranta". Non volendo lasciare "castello" accompagnati solo da tristi ricordi guerreschi, cerchiamo qualcosa per addolcirci un pò animo e gola una volta tornati a casa; detto fatto: le Cresciole, un rinomato piatto umbro, a base di farina, uova e zucchero. "Fare l'impasto simile a quello della pasta. Prendere delle pallone di pasta e farle con il mattarello abbastanza fini, a forma circolare della grandezza di un piatto. Friggerle nell'olio bollente e toglierle quando sono dorate. Spolverare subito con lo zucchero e, volendo, spruzzarle di alchermens". Concludendo la nostra visita all'ex "Colle Nobile", vogliamo augurare agli amici di Castel dell'Aquila che presto torni a "lavorare" sulla loro torre campanaria "l'orologio montato su due traverse di legno, dotato di tre pesi, il cui movimento è di tipo a scappamento "ad ago" o "a riposo". Predisposto per il suono delle ore e quarti, che potrebbe funzionare ma non funziona.