» BARTOLOMEO DIAMANTI
1294: "Fiori in questa stagione il capitano Bartolomeo Diamanti; il quale non all' ozio nato, ma all' essere nelle armi bellicoso, da virtù però e da nobiltà d'animo acceso, tutto a militari imprese fu intento; e così in ciò con gloria di sé stesso e della patria prevalse, che leggesi pur oggi in testimonio del suo valore una onorevole patente fattagli da Giovanni Orsino generaI capitano del Popolo romano data nel suo campo appresso a Preneste il 14 settembre 1298 con la quale esprimendo segni di grande amore e stima verso lui, testifica che, avendo servito lo spazio hai 14 anni con altri di quella famiglia, sotto le sue insegne contro Vieterbesi, Sciarra Colonna ed altri Gbibellini, si era in tutte le fazioni portato egregiamente: e concede, per segno di cordiale affezione, ad esso capitano e suoi, il poter inqu'artare l'arme Orsina entro quella del suo casato, cbiamandolo con titolo di nobile Temano",
BARTOLOMEO VANNUZZI
1400: "Onorò il Pontefice in questo tempo Bartolomeo Vannuzzi del monti di Terni, col valersi di lui in carichi di guerra, nei ,quali era il Vannuzzi assai animoso: raccogliendosi ciò da varie bolle papali",
» FULVIO GIOCOSI
1475: "Serviva anche allora la Repubblica di Venezia con onorato carico di comando militare il capitano Fulvio Giocosi, e ne riportò lode a sé stesso e onore alla patria".
Havendo bisogno il sig, Giulio (Colonna, nda) nostro fratello di duecento huomini, che fossero buoni per fare le cose sue con li suoi avversari, non sapemo dove meglio ricorrere, e con più affetione, che a vostre Magnificenze, pregandole quanto più possemo li piaccia subvenire de detti duecento huomini quanto più presto sia possibile, et con quella più celirità si potrà mandarceli, et con qualche buon capo, come V. magnificenze sapranno fare, che in vero ne faranno commodo, a piacere sommamente grande et bene Volete 23 Iannuarii 1522 Amatissimus Pompeius cardinalis Columna", Al riguardo, "TI Decreto del Generale Consiglio di Terni fu come segue: Duecento pedoni bene armati, giovani robusti e forti, scelti per l 'm.mo Sig. Giulio Colonna, partirono dirigendosi a ritrovare il prefato Signore, e così con buon auspicio di ambedue si misero in viaggio: i loro capi furono Darione Camporeali, Gisberto Paradisi, Ottaviano D'A vanze, Giulio del fu Sante, Baldassarre Ranieri, Simonetto Simonetti, Marco Antonio Lionetti e Simone Giuliani uomini nobili ed esperti nella milizia" .
» PAOLO EMILIO MONTI
1550: " Anche Paolo Emilio Monti dell'istessa patria esercitò il carico di capitano sotto Ostilio Savello; e nei tempi di Pio quinto e Gregorio XIII fu capo di varie milizie, e colonnello in molti luoghi; è per la sua virtù e perizia nell' Armi, assai da' padroni adoperato, come da sue lettere patenti anch' oggi si raccoglie".
» GILBERTO PARADISI
1550:"E pure il Capitano Gilberto Paradisi adoperossi nel suo carico sotto l'insegne imperiali, guerreggiandosi a Siena: come altresì avanzato si era per prima in altre fazioni di guerra nella Germania".
» ACCURSIO SIMONETTI
1550: " Parimenti il Capitano Accursio Simonetti applicossi al servigio di Carlo V imperatore de' Colonnesi, guerreggiando si sotto Siena e Montalcino: e nelle contese di Navarrino in Levante ed altrove, come anche in armate di mare ebbe onorati impieghi: ed anche la santa memoria di Pio V'in riguardo del suo sperimentato valore, dovendo levar genti per soccorrere Malta, diedegli carico; benché poi ne cessasse il bisogno. ".
» TRAIANO SIMONETTI
1550: " Mostrossi soldato di generosi spiriti, ne' medesimi tempi, il Capitano Traiano Simonetti, che seguitato la parte imperiale e la colonnese, militò nelle vecchie guerre di Piemonte e in quelle di Fiandra e nella Germania. ".
"L'istesso incontrò del Capitano Lazzaro di essa famiglia, che seguitato il genio de' suoi antenati trovossi nelle passate contese di Portogallo, e con lode vi si portò. Eziandio il Capitano Sebastiano Angeloni, ebbe negli accennati movimenti militari, la occasione di porre in atto il suo talento, specialmente poco appresso sotto Siena; dove mostrossi coraggioso gliene seguì l'acquisto della benevolenza di Alessandro Medici poi cardinale, e papa col nome di Leone XI, dal quale fu esso vivente in particolare stima tenuto”.
» OTTAVIO MAZZANCOLLI
1593: " ''L'uno dei capitani trattenuto per prima dal gran duca di Toscana nella Provenza per cagione di quelle guerre civili, quantunque fosse di 60 anni, ebbe nondimeno il vigore dell'animo in tal colmo, che nelle fazioni sotto Vaccia ne diede buon segno, finchè caricando con le armi alla mano un grosso squadrone di Turchi, e mostrato in ciò sommo valore, col perder la vita egli cedesse".
» CATILIO CITTADINI
1550 circa: Avanzossi ancora nell'istessa occorrenza il Capitano CATILIO CITTADINI; avendo dimostrato non meno l'esperienza nel carico sostenuto sopra la sua compagnia, che il valore proprio nelle scaramuccie e battaglie, che nei progressi dell'istessa guerra di Siena succedettero".
» SERTORIO PACIFICI
1523: "Visse intorno a quei tempi in Terni SERTORIO PACIFICI ( ne rimane il ricordo nella nostra toponomastica, ndr), il quale essendo giunto con precedenti segni di virtù ad essere luogotenente di Fabrizio Colonna, capo d'uomini d'arme, e ad esercitare il capitanato delle sue lance, fatto poscia a luogotenente da Virginio Orsino Conte dell' Anguillara, fu dal duca Alfonso di Ferrara eletto Mastro di campo del suo esercito, sottoponendo gli uomini d'armi, caval1eggieri a fanti con ampia facoltà sopra di quelli: come consta da lettere patenti di esso Duca date nel palazzo di Ferrara il 28 Settembre 1523".
» ALLESSANDRO TOMASSONI
dalle fatiche di Francesco Angeloni ed Elia Rossi Passavanti.
1538: Infuria la guerra ..... "Si mosse l'armata di mare con unione del Papa, dell'Imperatore (Carlo V di Francia n.d.r.), e dei Veneziani contro i Turchi, e al promontorio Attico incontratili, che la Prevesa oggi vien detto, non avendo il Doria, generale dell'Imperatore,voluto combattere, seguì gravissimo disturbo nel resto dell'armata ..... , fu per un pezzo battuto il castello della Prevesa: talchè si vedeva che si sarebbe potuto pigliare, se non fossero stati chiamati i Turchi di Lepanto; i quali sovraggiunti con grossa banda di cavalli e di fanti, assaltando i nostri con un terribile grido, ammazzandone e ferendone alquanti, fecero fuggire gli altri in mare fino alla centura ai battelli delle galee; quantunque ALESSANDRO da Terni, benchè gravemente ferito, sostenesse animosamente per un pezzo la furia dei Turchi".
Sullo stesso episodio ecco Elia Rossi Passavanti: ''Nella primavera del 1538 la flotta del Barbarossa (Kair-ed-din, che i nostri chiamavano Cairedino e Ariadeno) penetrata nell'Adriatico, sostava a Prevesa. Per indecisione di Andrea d'Oria, dovuta alla politica ambigua di Carlo V che non voleva una vittoria delle armi Veneziane e Pontificie, non fu data battaglia.
Si ebbero pochi episodi bellici che contribuirono ad aumentare il prestigio della flotta turca e a deprimere quello delle flotte cristiane. In uno di questi episodi bellici rifulse il valore di Alessandro Tomassoni da Terni, comandante di fanteria ..... Questa resistenza del valoroso temano permise che le artiglierie (di cui alcuni pezzi erano stati fatti piazzare a terra, ndr) potessero essere rimesse in salvo sulle galee pontificie, che tornarono a Corfù".In conseguenza di ciò, "iI Tomassoni da Paolo III fu nominato mastro di campo generale contro Ascanio Colonna ribellatosi alla Chiesa: ebbe incarico di smantellare Paliano e Rocca di Papa, feudi Colonnesi; fu poi mastro generale di campo del duca di Castro, Pier Luigi Farnese, figlio di Paolo m. Col Sangallo il giovane, collaborò all' ampliamento di Nepi che fu recinto di più potenti mura e munito di baluardi e tricee".
Ancora il Passavanti su "Lisandro da Terne", con: "Per completare le opere di fortificazioni (di Terni, ndr), poi, il Consiglio (comunale,ndr) nell'aprile del 1554 chiamò il concittadino Alessandro Tomassoni che col Sangallo aveva presieduto alla costruzione di varie fortezze della Chiesa (compresa la Rocca Paolina di Perugia ndr), e notissimo architetto militare: ma egli non potendo presenziare, diede consigli da lontano, da Siena impegnata in grave lotta di difesa. Il TOMASSONI vi comandava, col Conte della Mirandola, 4000 fanti, 500 cavalli di Milizie Italiane: I cronisti senesi lo dicono giunto in Siena il 18 marzo 1553; pochi mesi dopo, in nome di Siena occupava Montecatini e vi si fortificava. Il 19 maggio era nuovamente a Siena" .... "Il Tomassoni restò ancora in Toscana a difesa di Siena. Poco appresso dovendosi fortificare porto d'Ercole, come luogo strategico sul mare, fu inviato là a dirigere i lavori, restò poi col presidio a guardia di quei forti. Nel 1555 la nuova fortezza fu assalita dal marchese di Marignano (oggi Melegnano, ndr), a capo di numerosi Spagnoli.
Al primo assalto, cinquecento di costoro furono messi fuori cambattimento, gli altri respinti; ma il TOMASSONI era rimasto gravemente ferito alla faccia.
Fu subito raccolto e trasportato alla galea dello Strozzi che si trovava in quelle acque per sostenere dal mare i forti. Con quella il ferito fu trasportato a Civitavecchia, di dove raggiunse Terni. Ma, giunto alla Madonna della Quercia presso Narni, morì. Il cadavere del grande uomo d'armi fu condotto in patria e accolto con grandi onori". L'Angeloni al riguardo scrive: "Condotto fu non di meno il cadavere alla patria, dove ebbe nobile funerale con pompa militare".
